Perfect Sense – L’angoscia della solitudine

Che cosa accadrebbe se gli uomini perdessero uno dopo l’altro i propri 5 sensi? E’ il tema, trattato in maniera tutt’altro che banale, dal regista britannico David Mckenzie (Young Adam) in Perfect Sense, presentato in anteprima al Sundance Film Festival del 2011 e ancora inedito in italia. La trama è semplice e funzionale: il capo chef Micheal (Ewan McGregor) e l’epidemiologa Susan (Eva Green), dopo un passato difficile e una vita sull’orlo della solitudine sentimentale, si incontrano e si innamorano, nel frattempo una strana epidemia colpisce l’umanità, togliendo all’uomo i sensi che gli permettono non solo di conoscere il mondo, ma anche di stabilire e mantenere un contatto con i propri simili. In questo scenario apocalittico e melodrammatico i due protagonisti cercano di mantenere saldo il loro rapporto mentre l’oscurità sensoriale scende inesorabilmente su di loro.

Il trailer: http://www.youtube.com/watch?v=iexMJrBzZtA

Il film, che segue un andamento a tratti quasi angosciante alternati a momenti di speranza, è molto delicato e nonostante il tema “virulento” non si lascia prendere dalle manie eroiche delle classiche pellicole commerciali; questa non è solo la storia di una malattia contagiosa che si cerca di debellare, ma il racconto di come le persone semplici, nel loro quotidiano, cercano di andare avanti, arrancando per non perdere i propri affetti e per condurre una vita il più normale possibile. Il primo senso che  i protagonisti perdono è l’olfatto, seguito dal gusto, dall’udito ed infine dalla vista, e ogni perdita è preannunciata dall’apparire di alcuni sintomi che esplorano la gamma delle emozioni umane: la tristezza, la pazzia accompagnata da una fame divorante, la rabbia e infine un improvviso bisogno di affetto e contatto umano. Analizzando la pellicola, non solo la storia ma anche come essa viene narrata tramite una voce fuoricampo e il montaggio, trapela una tematica ancora più profonda, quella della paura di rimanere soli e di morire da soli, senza nessuno che possa fornire conforto o alleviare le sofferenze. Senza i sensi gli uomini perdono la possibilità di comunicare gli uni con gli altri, rimanendo isolati in un’isola buia, senza poter sentire il suono di una voce amica o il profumo della pelle di chi sta loro accanto, il corpo non diventa altro che una prigione, una barriera che separa dal mondo. Perfect Sense è un film che fa riflettere sulla condizione dell’uomo e sui rapporti umani, è una storia che non annoia, un piccolo gioiello in stile melò dalle immagini forti ma dal senso delicato, e la cui chiave vincente sta inoltre senz’altro nelle performance straordinarie dei due attori protagonisti; resta solo da scoprire qual’è, secondo Mckenzie, il “Senso Perfetto”.

“E’ buio adesso, ma sentono il respiro dell’altro e sanno quello che bisogna sapere. Si baciano e sentono le lacrime dell’altro sulle proprie guance. E anche se non c’è nessuno a vederli…appaiono come tutti gli altri amanti. Accarezzandosi la faccia a vicenda. Tenendo i loro corpi vicini. Occhi chiusi, ignari del mondo che li circonda, perché è così che la loro vita prosegue.

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~ di dbrhts su agosto 26, 2012.

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